Fondazione Madre Teresa di Calcutta

La Fondazione Madre Teresa di Calcutta nasce nel 2008 dall’iniziativa di un gruppo di persone di estrazione cristiano cattolica che, impegnati già da tempo in opere di cooperazione e solidarietà, sentono come irrinunciabile la necessità di adoperarsi con il massimo impegno per portare aiuto e sostegno ai più deboli tra i deboli: i bambini.

I Miei Fratelli

Fondazione Madre Teresa di Calcutta

Solo in Siria sono 12.2 milioni le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria.

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Casa Don Tonino Bello

Il nostro scopo

Da più anni si registra nelle nostre comunità una povertà dilagante: extracomunitari, senza lavoro, pensionati, divorziati, ecc. Categorie che, fino a pochi anni fa, sembravano immuni al fenomeno della povertà ne sono state investite e travolte in poco tempo. I senza lavoro sono cresciuti e, spesso, sono quarantenni o cinquantenni il cui reinserimento nel mondo del lavoro è oggettivamente difficile. Le politiche sociali pubbliche sono fortemente ridotte. La Chiesa che da sempre si occupa della carità a tratti risulta anch’essa impreparata a tanta povertà. Inoltre, ci troviamo di fronte all’emergenza profughi: vi sono famiglie che fuggono dalle atrocità della guerra,  che spesso non trovano un’accoglienza dignitosa, che in numerosi casi vengono trattati come merce. Nel viaggio della speranza che porta alle nostre coste in molti perdono la vita, e spesso chi arriva è solo e si ritrova ad essere accolto in strutture inadeguate, in condizioni igienicosanitarie drammatiche; non trova un supporto morale e psicologico.

Noi crediamo che tutto ciò sia ingiusto e da cattolici vogliamo fare qualcosa per questi fratelli più bisognosi.

La Casa don Tonino Bello si rivolge a questi nostri fratelli attraverso un modello che consenta una efficace accoglienza in termini di sostegno materiale e psicologico, che costruisca funzioni di supporto e di ascolto, che provveda ad attività di sostegno nell’inserimento nel mondo del lavoro, che rappresenti un punto di riferimento concreto per i senzatetto e i nuovi poveri, mediante la fornitura di alimenti, vestiario, assistenza medica e alloggi.

Il Progetto

Dal dicembre scorso anno Casa don Tonino Bello ha iniziato a perseguire l’obbiettivo di dare una casa agli invisibili, ovvero a quelle persone che non hanno nessun altro posto dove andare. A loro assicuriamo un letto, dei bagni, la possibilità di farsi una doccia, avere dei vestiti e dei pasti caldi.

Prim’ancora, dall’ottobre 2015, abbiamo iniziato ad occuparci degli “ultimi” presso le stazioni della Città di Potenza: in quei luoghi abbiamo trovato tanti senza tetto che dormivano sui pavimenti delle sale di attesa, senza neppure la possibilità di farsi una doccia o mangiare qualcosa di decente, senza qualcuno che si curasse di loro.

Nei primi giorni i volontari si sono recati alle stazioni ferroviarie per conoscere le loro storie poi, grazie ad una generosa suora e ad un bravo ragazzo seminarista, abbiamo cominciato a portare qualche panino e, organizzandoci con varie famiglie, siamo riusciti a portare pasti caldi tutte le sere. Intorno a questa iniziativa, da subito, hanno contribuito tanti meravigliosi ragazzi e ragazze.

Purtroppo, sul finire del mese di novembre, i poveri senza casa ci segnalavano continui spegnimenti dei termosifoni nella sala d’aspetto dove dormivano e frequenti visite della Polizia Ferroviaria, probabilmente stimolata dall’amministrazione ferroviaria che mal gradiva che le sale di attesa dei viaggiatori si trasformassero in dormitorio degli ultimi.

Alcuni di loro, spesso non in regola con il permesso di soggiorno, per evitare i controlli della polizia, dormivano sotto il ponte di fronte alla Stazione Centrale. Così, con speranza e devozione, abbiamo deciso di pregare nella Novena all’Immacolata affinché la Vergine intercedesse per questi ragazzi, trovando un posto adeguato per loro e, ancora una volta, abbiamo sperimentato la forza della preghiera!

Ad inizio dicembre, nel giorno dell’Immacolata Concezione, abbiamo ricevuto dall’allora assessore ai Servizi sociali del Comune di Potenza le chiavi di un edificio scolastico chiuso da anni in Via di Giura.

Così abbiamo aperto Casa don Tonino Bello: con il nostro esercito di giovani, insieme ai fratelli della stazione, in un solo giorno, pur non avendo le utenze di luce, acqua e gas, siamo riusciti a pulire tutta la scuola e, la sera stessa, i bisognosi hanno deciso di dormire lì per terra pur di non ritornare in stazione. Da quel momento in poi abbiamo sperimentato, giorno dopo giorno, il grande miracolo della Provvidenza: siamo riusciti ad avere l’allacciamento di tutti i servizi in pochi giorni e la Provvidenza ci ha fatto arrivare quanto necessario, senza farci mai aspettare.

E così abbiamo incrociato tante storie di persone che hanno trovato in quelle mura la loro casa.

In primavera abbiamo iniziato i necessari lavori di ristrutturazione senza mai chiudere la Casa ai bisognosi e con una notevole complicazione per la conduzione del cantiere; abbiamo adeguato l’immobile alle normative igienico sanitarie, rifatto tutti gli impianti idrici, di scarico, elettrici e di riscaldamento; abbiamo ristrutturato l’interno prevedendo più camere da letto, realizzato nuovi bagni e ristrutturato completamente quelli esistenti nonché dotato la Casa di una moderna cucina industriale per poter realizzare una mensa per gli ultimi ed anche avviare al lavoro gli accolti.